Il lavoro di Antonio Cecchelin nasce da un profondo interesse ed una grande passione per il recupero storico di immagini dell’antico. Queste immagini hanno diverse collocazioni temporali identificabili attraverso lo stile e ripropongono svariate simbologie che fanno capo sia alle grandi religioni monoteiste sia ad un mondo più folcloristico. Questi oggetti recuperati in questo suo incessante studio non vengono poi semplicemente riprodotti come mera copia antonio-cecchelinbensì si viene a creare un nuovo lavoro dove le raffigurazioni vengono interpretate e reinventate dall’artista.

La tecnica di Antonio è un’applicazione del decorativismo orafo, proveniente dalla cultura bizantina, al vetro, secondo lo stile di lavorazione tipico di Venezia. Tutte le sue opere e decorazioni hanno il medesimo atteggiamento tecnico, dove i materiali rimangono gli stessi ma variano lo stile e le forme.

Tecnica: Smalto con silicati vetrosi i quali vengono mescolati con un’essenza grassa, mordente, proveniente dalle conifere, e con l’acqua ragia o la trementina. L’aggiunta di questi materiali consente di utilizzare gli smalti in uno stato semifluido in modo da lavorare alla decorazione con un pennello come nella pittura tradizionale. Successivamente i rilievi a smalto, come primo stadio di cottura, vengono passati al forno, detto muffola, perché a 520 gradi i silicati vetrosi vetrizzano, diventando  così un corpo unico con la base su cui sono stati dipinti. Gli smalti utilizzati sono di diverse intensità, possono essere infatti più leggeri o più pesanti in relazione alle temperature di cottura per questo ci vuole un attento equilibrio nella miscela degli stessi, fattore che aumenta la difficoltà e complessità della lavorazione. Nel secondo stadio viene applicato l’oro liquido o in foglia, che deve essere purissimo puro. La polvere d’oro viene immersa nel nero fumo, per poterla vedere mentre si stende con il pennello, e in oli resinosi che lascia la polvere, una volta agitata, in sospensione. L’oro viene applicato a pennello così, apparentemente scuro, ed una volta in forno precipita, perciò per attrazione di calore le pepite si depositano attaccandosi al vetro e le essenze grasse volatilizzano nell’aria. Così emerge l’oro precipitato o la foglia d’oro e l’opera diventa un elemento unico. Questa tecnica viene utilizzata sia su lastra sia su vasi e calici.