Vetro pieno, non soffiato, lavorato a caldo, modellando un blocco di massa vetrosa applicata sulla punta di un’asta metallica. Questa lavorazione compare per la prima volta a Murano alla fine degli anni ‘20 e ne è antesignano Flavio Poli che, presso la fornace I.V.A.M. di Libero Vitali, disegna le prime figure in vetro pieno o a “massello”.

Superata un’iniziale diffidenza da parte dei critici più tradizionalisti che vedevano in questa tecnica un tradimento nei confronti del vetro muranese, cioè la leggerezza, questo procedimento verrà ampiamente adottato sull’isola. Diventato uno dei sistemi più in uso consente di raggiungere risultati artistici notevoli come dimostrano alcune opere eseguite da Archimede Seguso e da Alfredo Barbini.