IMG_8067Decoro ottenuto applicando a caldo dei fili in vetro lattimo o in pasta vitrea attorno al corpo del manufatto, con andamento ondulatorio a festoni, ottenuto mediante una sorta di pettine metallico detto “maneretta” che viene fatto passare con regolarità sulla superficie. Questa tecnica riprende quella usata anticamente dagli egiziani e dai fenici per decorare flaconi e ampolle.

A Murano, nell’ Ottocento, riscosse molto successo e alla fine degli anni ‘20 venne applicata dalla MVM Cappellin & C. per realizzare una serie di vasi, disegnati da Carlo Scarpa, di eccezionale raffinatezza, sia per la purezza delle forme sia per gli accostamenti cromatici delle paste vitree usate in abbinamento alle applicazioni di foglia d’oro e d’argento. Negli anni ‘50 anche la Barovier & Toso la utilizzò con lievi varianti come per esempio nei “neolitici” e nei “graffiti”; in entrambi i casi le applicazioni, dopo essere state “pettinate”, venivano sommerse da uno strato di vetro incolore.